• Giancarlo Pavan

UNA LETTERA AL PROPRIO CANE

Chi non ha mai avuto un cane non sa cosa vuol dire amare ed essere amato ( A. Schopenauer)




Era il mese di maggio del 2010 quando per la prima volta ti ho visto tra una cucciolata di otto splendidi labrador cioccolatini. Ti ho individuato subito perché sei stato il primo che mi è venuto incontro con quel colore un po’ più chiaro diverso dai tuoi fratelli. Un’ emozione forte mi ha fatto vibrare il cuore ed ho capito subito che tu scalpitante batuffolo peloso, saresti diventato il mio compagno di vita e la mia passione per la montagna e le lunghe camminate nella natura, sarebbero diventate certamente anche le tue! Non è poi stato difficile darti il nome di “SACHER” non solo per il colore del pelo che richiama la nota torta viennese, ma anche per quel tuo muso così simpatico e ruffiano in grado di sprigionare dolcezza a chiunque ti ritrova davanti. Il vivere da soli con la compagnia di un cane, trasforma la propria vita ed oltre a creare un legame affettivo straordinariamente speciale, modifica il proprio modo di pensare e le proprie abitudini anche quelle che sembrano irrinunciabili. Se ti sei pazientemente sottoposto a tutte le lezioni cinofile per farti diventare un cane educato e perfino un bravo operatore per il salvataggio in acqua, sei riuscito pure tu caro Sacher ad insegnarmi molte cose ed a farmi cambiare le mie abitudini da single incallito. Ho messo da parte la mania esasperata dell’ ordine in casa e la cura del giardino, l’ individualismo ed il pensare solo a me stesso, il dover rinunciare ai miei lunghi viaggi in moto nel mondo, per non darti in custodia ad altri per lunghi giorni, ed ancora vincere la pigrizia quando pioggia, vento e neve mi indurrebbero a rimanere chiuso in casa mentre con te si è obbligati ad uscire con ogni tempo. E’ stato proprio in una di queste giornate di pioggia durante la nostra solita uscita mattutina per la irrinunciabile sgambata prima della colazione, che mi hai fatto scoprire qualche cosa del tuo carattere che non avrei mai sospettato che avessi. Usciti da casa, come spesso facciamo per evitare la strada asfaltata, quel giorno abbiamo preso il sentiero poco lontano che conduce sulle pendici del Monte Grande e come faccio abitualmente ti ho lasciato libero per consentirti di correre in libertà alla ricerca di odori e sapori nuovi che ami e che riesci a trovare anche nonostante la pioggia. Ti ho lasciato correre libero anche quando siamo giunti sul vicino prato in mezzo alle pozzanghere ed al fango perché so che farlo è una delle cosa che ti rende felice anche se poi dovrò passare un bel po’ di tempo ad asciugarti e pulirti prima di farti entrare in casa. Ricordo che quel giorno è stato un momento davvero drammatico quando mi sono ritrovato sul sentiero a pochi metri da me, un pastore tedesco di grossa taglia che con un atteggiamento fortemente aggressivo, mi mostrava dei canini piuttosto minacciosi. Era completamente inzuppato d’ acqua ed aveva ancora al collo un pezzo di corda probabilmente tranciata per scappare da qualche cortile dove era tenuto legato. Normalmente un cane ridotto così mi avrebbe fatto nascere rabbia per i suoi proprietari e una gran pena per il suo stato, ma visto il suo atteggiamento è prevalso in me uno stato emotivo totalmente diverso. Non avevo dubbi sulle sue intenzioni visto che, nonostante cercassi di tranquillizzarlo, la sua reazione stava diventando ancora più minacciosa. Anche se generalmente non ho mai avuto paura dei cani, devo ammettere che una tale inaspettata e sgradita comparsa, mi aveva provocato una forte apprensione per me, ma anche per te caro Sacher che continuavi poco lontano a correre tra l’ erba inconsapevole del pericolo in corso. E’ stato un attimo e non appena ti sei accorto di quella presenza minacciosa davanti a me, non ci ha pensato due volte ed in uno slancio d’ incredibile potenza, ti sei proiettato a gran velocità verso di noi con un ringhiare profondo e spaventoso che non avevo mai sentito prima. In quei pochi secondi è successo di tutto! Ero terrorizzato dal fatto che avrei potuto assistere senza riuscire a far nulla, ad una lotta cruenta tra voi due temendo per le tue sorti. Tu sei un pacifico labrador non avvezzo a scontri aggressivi con altri cani e ti ho abituato a socializzare con tutti… gatti compresi! Di sicuro avresti avuto la peggio con un pastore tedesco che sappiamo essere una razza più predisposta alla guardia ed alla difesa. In particolare capivo che quello che avevo davanti, era un cane ancor più incattivito dalla poca cura e socializzazione che i suoi proprietari non hanno saputo dargli. Il mio attimo di terrore si è disciolto nel nulla quando ho visto il cambiamento repentino del mio aggressore. Accortosi della tua presenza e specialmente di quella massa di muscoli ringhiante che hai saputo incredibilmente tirare fuori e che gli si stava piombando contro, non ha esitato un attimo a girarsi ed a fuggire nella boscaglia con la coda tra le gambe. Ricordo che non ti è bastato farlo solo fuggire ma gli sei anche corso dietro sparendo pure tu nel bosco. Con tutto il fiato che avevo, ho lanciato il mio potente fischio e dopo pochi momenti d’ ansiosa attesa, ti ho visto risbucare sul sentiero e venire verso di me tutto scodinzolante, certamente felice di aver fatto qualche cosa di straordinario. Ricordo di averti abbracciato fortissimo, ancora tremante dall’ emozione non solo per il mancato pericolo, ma anche per aver scoperto che tra i tuoi pregi c’è anche quello di trasformarti all’ occorrenza da docile e mite labrador in un cane da difesa forte e coraggioso cosa che non avrei mai pensato accadesse. Sono molte le cose da scoprire del proprio cane, ma anche di noi stessi grazie a loro!


(Pierpaolo)






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