• Giancarlo Pavan

Tramonti


Fin da bambino il momento magico della giornata era il tramonto, quando piano il pomeriggio trascolorava e si accendeva di quella passione e l'atmosfera si faceva languida e nostalgica.

Era allora che il cuore si inteneriva e i entimenti più belli si elevavano verso quel cielo che ammiravo, era una contemplazione molto passionale ed intensa.

I miei sogni vivevano e ne nascevano di nuovi, sognare è sempre stato molto importante per me. E il desiderio si esprimeva in tutta la sua potenza, l'amore è sempre stato il mio più forte desiderio, viverlo in pienezza. E questo si esprimeva nella mia vita attraverso la musica in primo luogo, poi attraverso la fotografia, l'immagine in tutte le sue forme che mi affascinava e mi attraeva. E poi le montagne sono stato il realizzarsi potente di uno di questi sogni, uno dei più belli. La mia anima si è connessa profondamente con la montagna, le suggestioni e la bellezza dei luoghi, il fascino della luce, l'incanto delle forme slanciate delle Dolomiti, sono diventati parte integrante del mio modo di essere e di vivere. Nella mopntagna ho riconosciuto fin dall'inizio la presenza di Dio nella Creazione, e si comprende, non con la mente ma con l'anima. Il volto di Dio e la sua Parola eterna sono manifestati nelle multiformi espressioni dell'ambiente naturale. Il tramonto in montagna riporta subito l'uomo ad uno stato di lode e di preghiera, in montagna ogni passo è preghiera, ogni respiro. Quando gli occhi scrutano l'orizzonte, o contemplano il sole che scende oltre lo sguardo per poi riempirsi di stupore nelle sconvolgenti stellate notturne, noi stiamo vivendo in anticipo l'esperienza della vita eterna, di quel paradiso che altro non è se non l'essere pienamente nella gioia senza i vincoli del pensiero e della carne.

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