• Giancarlo Pavan

LE CAMPANE DI PASQUA





Ci sono momenti dell'anno, stagioni, che segnano la nostra vita con il loro carattere e la loro atmosfera. Il senso delle stagioni è quello di dare all'uomo una varietà di visioni del mondo e della vita, umori, emozioni e sapori, possibilità, energie. Ed è una meraviglia il progetto divino di regalarci stagioni con temperature differenti, dal caldo al freddo, dalla luce intensa alle morbidezze, dalla nostalgia alla gioia, il bianco della neve e l'intensità delle cromie sfolgoranti della primavera e dell'estate.

I cieli si dipingono a primavera di colori nuovi e come fantasiosi pastelli mostrano la bellezza del miracolo della vita che si rinnova. Dentro abbiamo uno specchio che risuona con questi cambiamenti ed energie, sentiamo emozioni che rinascono, che ci spingono a desiderare amori e passioni, desideriamo il contatto con le cose belle, e di cambiare la nostra vita ripulendola dai sedimenti del fosco passato.

Ricordo molto bene il tempo della Pasqua nei giorni lontani della mia infanzia.

I quaderni si riempivano di immagini colorate, soprattutto disegnavo i fiori di pesco negli alberi, i cieli azzurrissimi con le rondini che annunciavano la primavera e poi il verde elettreico dell'erba nuova sui campi. E così si iniziava a togliersi di dosso le cose di lana, si tornava ad esser leggeri e si andava sui prati a distendersi. Mi piaceva stare ore a guardare, steso sul prato, le bianche nuvole che correvano coi venti della nuova stagione, e poi l'arrivo delle rondini, spesso dopo la Resurrezione, era una gioia incontenibile. La carezza del vento nuovo era quella di Gesù Risorto.

Ho sempre sentito forte il fascino e il peso della Settimana Santa, la storia di Gesù, il Signore, mi commuoveva fino alle lacrime e il racconto della sua Passione mi stringeva il piccolo cuore fino a sentire i morsi delle colpe degli uomini, delle quali non ero responsabile ma consapevole che anch'io avrei potuto essere uno dei suoi persecutori.

Però che meraviglia, dopo le lacrime del Venerdì Santo e il bacio alla croce di Gesù crocifisso in chiesa, sentire dentro la potenza della Risurrezione: questa incredibile ma straordinaria storia di salvezza generata dall'Amore di un Dio che ama oltre ogni limite i suoi figli.

E ricordo i preparativi per la festa di Pasqua, con la nonna e tutti gli zii e i tantissimi cugini della numerosissima famiglia da parte di mia madre. I sapori delle prime insalate, e chissà perchè il gusto dei ravanelli mi ricorda proprio questo.

E dopo il lauto pranzo, consumato ogni tanto in campagna, noi bambini potevamo finalmente correre sui campi tutti adornati di nuovi colori.


Da grande è stato questo il tempo dell'amore, l'innamoramento anche sconvolgente che mi spinse a vivere lacrime e gioia, bellezza e delusioni, attese. Ma quante emozioni e canzoni, musica di cui mi alimentavop con grande voracità.

E' il sogno della vita, perchè la vita è troppo bella per non essere vissuta anche incontrando inevitabilmente il dolore.

Le campane della chiesa suonavano per lunghi minuti al massimo della loro potenza quando giungeva la mezzanotte di Sabato Santo. Gesù ha vinto la morte ALLELUIA, ALLELUIA, ALLELUIA!!

Anche oggi le campane di Pasqua mi ricordano che la vita deve essere questa festa sempre, anche nei tempi più duri della nostra esistenza.

Possa il nostro cuore amare sempre, possa desiderare di innamorarsi ogni giorno, di cercare i fiori e con gli occhi ammirare la magnolia dai grandi fiori nuovi che occhieggiano al cielo azzurro.

Suonate campane di Pasqua!

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