• Giancarlo Pavan

Lassù ci sarai sempre


Era la cima della Cavallazza, una terrazza che amavamo salire spesso, anche d'inverno con gli sci. E' entrata nel libro (Aspettami sulla cima) per la sua bellezza e per il suo significato, quello che ha per me e per la mia storia con Susi.

Di lassù le Pale si S.Martino mostrano sempre il loro fascino, le dimensioni rispettabili, la magia delle forme e dei colori. D'inverno lassù non sale quasi nessuno; in certe occasioni le condizioni possono essere difficili e pericolose, ma è sempre una salita emozionante che permette di contemplare, al tempo stesso, le Dolomiti e la catena selvaggia dei Lagorai.

Ora, dopo più di una anno dalla dipartita di Susi, guardo le immagini della vetta, lei che mi aspetta da un po' e che ho fatto accomodare sopra a una giacca a vento, coperta da un bel piumino per difenderla da un feddo piuttosto ingeneroso.

Di lontano svettano i due grandi campanili, i più surreali delle Pale: Sass Maor e della Cima della Madonna, con lo Spigolo del Velo che mostra la sua aerea lama affilata.

I miei piedi sono stati anche lì, e anche le mani, il cuore le hanno salite. Da quando c'è stata Susi, il mio alpinismo è cambiato, non potevo più salire senza di lei, era parte del mio mondo interiore, delle mie emozioni, delle mie contemplazioni, dei silenzi.

Susi guarda lontano come sempre, sembra comprendere la magia del momento e ascolta in silenzio i miei pensieri, è parte della mia gioia e del mio dolore, lei c'è sempre.

Custodisce tutto gelosamente, è il mio scrigno segreto e fedele.

Penso spesso a quella cima e ci sono tornato per la prima volta senza di lei l'estate scorsa, in piena estate, per sfuggire al caldo soffocante e ritrovare l'aria leggera, i pezzi di cuore rimasti lì. E' sempre alta sul piccolo mondo, la mia cima, e Susi è ancora là, seduta eppur invisibile che guarda lontano.

Quella cima è dentro di me, ricreata dal desiderio di salire sempre più in altoverso le terre alte dell'anima.

Resto muto e guardo anch'io dove la vista sorvola le Dolomiti più lontane, verso la Marmolada, regina rosea tra le vette, e ancora più in là il chiarore etereo dei ghiacciai.

Lassù ci sarai sempre, e io con te e il tuo piccolo grande cuore che ha battuto all'unisono col mio per anni senza nome e senza tempo.

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