• Giancarlo Pavan

La salvezza è nella relazione

Aggiornato il: 26 gen 2018


L'uomo è al centro della creazione, non perchè è l'essere verso tutto cui deve tendere e non perchè sia il più perfetto, ma soltanto perchè ha il compito amoroso di custodire e "gestire" tutto il creato. Il grande inganno sta proprio qui: quando egli ha creduto di essere il padrone dell'universo, del mondo, è diventato un despota insopportabile e crudele. Ha perso cioè il lume della ragione ed è divenuto il peggior nemico dell'evoluzione e dell'armonia tra gli esseri viventi.

Basta scorrere le pagine della storia per incontrare i segni di questo errore.

Eppure lungo il cammino dela vita si fa esperienza, ammesso che si voglia essere sensibili alle cose sottili e invisibili, spirituali, di quanto possa essere guarente il rapporto intimo, la relazione profonda con tutto ciò che è "altro" al nostro essere uomini, a tutte le creature. C'è chi trova guarigione compiendo un viaggio in terre lontane, chi trova ristoro spirituale in un eremo immerso nella pace delle montagne o delle colline, chi nella navigazione solitaria di un oceano o nella scalata di montagne difficili e impervie. Non a caso tutti i più grandi luoghi dello "Spirito" sorgono in luoghi naturali, spesso nelle alture a contatto con il cielo e il silenzio.

L'anima dell'uomo ha bisogno di un cibo spirituale che si trova in abbondanza nella cosidetta "natura" che può essere solo una parola o una realtà omnicomprensiva della dimensione creaturale. Noi siamo natura così come gli alberi, l'acqua, le nuvole, le specie animali e i mari. Siamo esseri che non possono vivere soli, che perdono il senso esistenziale quando isolati nella tristissima dimensione egoistica del bastare a sè stessi. La vera pace, e per chi crede, la presenza e il volto di Dio si trovano nell'immersione in questo grande cosmo della "natura". Una più vera antropologia moderna non può più prescindere dalla necessità di compenetrtazione dell'uomo nella vita delle altre creature. L'uomo ha necessità di dialogare, soprattutto spiritualmente con quanto lo circonda, lungi da illusioni e false idolatrie egli trova senso nel contemplare la bellezza di quanto esiste e presto si rende consapevole della necessità di una armonia dalla quale egli stesso è genererato.

Così ogni male ha origine nella mancanza di relazione, nella sopraffazione di un essere su un altro. Le inenarrabili sofferenze che l'uomo procura invece agli esseri viventi, siano essi animali o vegetali, acqua o aria, racconta di una mancanza totale di equilibrio nella sua dimensione creaturale, e facilmente si intravvede il suo bisogno di essere protagonista e quindi "creatore" anzichè "creatura" con tutto il baratro che si apre alle conseguenze di ciò.

Di fatto è solo l'Amore che guarisce e porta equilibrio alla creazione, è solo mettersi in ascolto del "prossimo", umano e non, che porta a vedere, alla consapevolezza.

122 visualizzazioni
@2017 - Giancarlo Pavan - domusartstudio   info@gikopavan.com