• Giancarlo Pavan

Il suono del silenzio


Sembra una contraddizione in termini, perchè quando si pensa al silenzio si immagina l'assenza di suono e rumore. Bisogna intanto fare una distinzione tra suono e rumore, perchè il suono ha caratteristiche molto diverse dal rumore, proprio nella natura delle onde sonore.

Nell'acustica musicale si afferma che il prodotto di onde sonore regolari produce il suono mentre da quelle irregolari nasce il rumore. Se togliamo l'imponente quantità di rumori generati dalle attività umane, tutto ciò che rimane, a livello naturale, è quasi solo suono.

Da una frequentazione assidua ed intima degli spazi naturali mi sento di affermare, soprattutto come musicista, che l'affinare la sensibilità dell'ascolto, porta a elevare la nostra percezione sensoriale ed uditiva che è capace di cogliere il mondo sonico del mondo naturale.

Il silenzio è carico di frequenze, originate dalla vibrazione di corpi elastici di varia natura, io dico che è carico di musica poichè spesso mi sono ritrovato a percepire come tale, la qualità dei silenzi della montagna anche a quote elevate. La ricchezza sonora delle foreste con il canto degli uccelli, lo scrosciare dei torrenti e il fruscio delle foglie mosse dai venti.

Il silenzio è una condizione necessaria alla vita, aver perso il silenzio nelle nostre dimensioni e realtà urbane, è stato una catastrofe sebbene non compresa e non percepita dai più.

Così come il nostro corpo ha bisogno di un certo numero di ore in assenza di luce diurna, tempo nel quale le cellule si rigenerano, così la nostra mente, il nostro spirito e anche il nostro corpo, hanno necessità di alimentarsi di silenzio.

Nel silenzio, ricco di frequenze vitali, la nostra mente si purifica grazie alla percezione del dialogo interiore del nostro sè profondo, lo spirito o l'anima, se vogliamo chiamarla così.

Il centro della nostra esistenza spirituale, comunica direttamente alla mente (la centralina di comando del corpo) che a sua volta agisce nella nostra dimensione puramente fisica.

La mente lasciata a sè stessa produce illusioni e percezioni distorte, nel suo lavorio imperituro non ha soste, il pensiero fluisce di continuo generando spesso uno stress nei nostri comportamenti, nelle decisioni operative e vitali.

La mente produce rumore, la nostra anima il suono.

Il silenzio in cui la natura è ancora parzialmente immersa, ci restituisce un equilibro tra la percezione spirituale, mentale e sensoriale-corporea che riporta in noi l'equilibrio.

Forse è proprio questo il motivo, sebbene inconscio, per il quale molte persone sentono costantemente il bisogno di muoversi regolarmente negli ambienti naturali e confrontarsi in essi, che siano montagne, foreste, mari o altro.

La ricerca del silenzio è una disciplina spirituale, nell'esperienza della trascendenza e religiosa, l'uomo si mette in relazione intima con l'Assoluto, on Dio, attraverso il silenzio, condizione necessaria alla contemplazione e alla preghiera. Elevazione spirituale.

L'esperienza forte della vita contemplativa in monasteri isolati, in luoghi alti e spesso quasi irraggiungibili, trova le sue radici in questa intensa percezione della molteplice ricchezza del silenzio, una dimensione che traghetta facilmente verso momenti di anticipata eternità.

Perchè nel silenzio il tempo perde le coordinate, lo spazio-tempo perde i suoi riferimenti abituali permettendo di entrare in una dimensione diversa e ogni singolo istante, vissuto nella consapevolezza piena del sacro presente, acquista un valore di eternità, di A-MORS, non morte, cioè AMORE.

Quindi anche il nostro amare è radicato nel desiderio di ricercare il silenzio quale luogo della purificazione interiore, della rinascita spirituale, della percezione della sinfonia cosmica nella quale siamo immersi. Nel silenzio noi prendiamo coscienza del miracolo della vita, comprendiamo la relatività dei nostri piccoli pensieri umani, della nostra dimensione fisica, apriamo le porte a un amare universale verso le altre creature, le percepiamo come parte di noi stessi e ne cogliamo l'importanza.

L'umiltà e la semplicità del nostro pensiero nascono spontanee traghettandoci alla lode, alla necessità di essere grati profondamente per tutto questo.

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