• Giancarlo Pavan

Il cane, l'uomo, l'amore...




I cani si nutrono letteralmente di amore: la loro è una vera e propria vocazione. Manifestano un attaccamento viscerale verso i propri compagni di vita, siano essi uomini o altri cani, e lo esprimono volendo sempre stare con loro e facendo incredibili festeggiamenti ogni volta che si riuniscono dopo una separazione, comunque sempre dolorosa; anche i nuovi incontri sono quasi sempre caratterizzati da grande entusiasmo e felicità di conoscere qualcuno. Pongono l'amore talmente in cima al loro modo di essere che molto spesso esprimono felicità nel salutare perfino coloro che li abbiano maltrattati. I cani privati di affetto e stimoli sociali, sviluppano spesso caratteri duri e scontrosi, manifestando forti difficoltà di relazione con gli altri. E' quindi chiaro che per avere un buon rapporto con un cane è necessario trasmettergli la felicità che deriva dallo stare con lui; i cani devono sentire il gusto di vivere in branco, il più possibile vicino ai loro compagni, amano la vicinanza, il contatto fisico, la comunicazione. Un cane tenuto ai margini della vita familiare, ignorato o trascurato può sviluppare comportamenti negativi e certamente non sarà felice: l'idea che il cane debba fare il cane sulla quale molti si basano per tenerlo sempre fuori casa, magari al gelo, o chiuso in un recinto è quanto di più sbagliato si possa fare. La loro vita ideale è quella che li veda sempre a stretto contatto con il proprio branco-famiglia e non dobbiamo mai dimenticare che le separazioni, anche brevi, non sono mai piacevoli, perché vanno contro l'istinto canino di rimanere sempre uniti ai propri compagni.


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