• Giancarlo Pavan

50 Kg di amore puro - Ritorno alla vita.



Una storia di Barbara e Freccia


Mi ero trasferita in campagna, in seguito ad un emorragia cerebrale che mi aveva lasciata cieca e paralitica dalla vita in giù. Quando ricominciarono a muoversi le gambe (poco), decisi che dovevo ritrovare la voglia di vivere e dovevo fare qualcosa che avevo sempre desiderato.

Così decisi di avere la cosa che più avevo desiderato in 40 anni: un cane.

Chiesi in giro, e mi dissero che un signore che abitava in cima al monte dietro casa mia, aveva dei cuccioli di Malamute/Maremmano da regalare. Andai subito e fui accolta da tantissimi cani e da Valerio che aveva un cucciolo in braccio. Mi portò nel fienile e li vidi, erano meravigliosi, sembravano dei pinguini, tutti tondi e goffi. Gli dissi che avrei preso quello che nessuno avrebbe scelto. Furono i due mesi più lunghi della mia vita. Il 5 febbraio del 2011, andai a prendere il mio cane e quando arrivai erano tutti lì; un piccolo mi corse incontro e chiesi a Valerio dov'era il mio cucciolo: disse che era lei . Aveva una piccola freccia nera sulla codina bianca e così cominciò la mia avventura con Freccia. La misi sul sedile vicino a me e partimmo verso casa, io e lei.

Adesso ero diventata un Noi .

Ai tempi abitavo in un ex convento del 1500, incastrata tra il crinale appenninico tosco /romagnolo e il fiume Rabbi. Visto che non avevo problemi di vicinato decisi che Freccia sarebbe stata un cane libero, libero di stare nella sua cuccia o in giro dove preferiva stare .

Cominciammo a perlustrare il nostro territorio ,100 mt alla volta ,sempre di più, giorno per giorno, per mesi .

Intanto io reimparavo a camminare e lei a scoprire il mondo, era la cosa più bella che avessi mai avuto. Amava stare fuori ,sopratutto col freddo ,così per farla felice stavo fuori anche io al freddo. Andò subito d'accordo coi miei gatti e spesso dormiva con loro.

Cresceva in fretta e diventavamo sempre più complici.

Ogni sera al ritorno dal lavoro lei era lì che mi aspettava lungo la stradina di casa .

Ogni mattina andavamo all'avventura .

Freccia era una cacciatrice, dovevo spesso stare attenta a non farmi investire dagli animali che mi portava contro al galoppo quando ci avventuravamo nel bosco.

Era anche premurosa e una guardia na ineccepibile, 50 kg di amore puro .


Quando si ammalo' di cancro alle ossa aveva 5 anni e mezzo, non mi davo pace per questa diagnosi, io che l'avevo tenuta come il tesoro più prezioso.

Ci diedero 2 mesi di tempo per stare assieme.

Ho provato tutto quello che potevo per aiutarla e non torturarla per mio egoismo.

Freccia ha resistito un anno, è stata felice fino alle fine e dove non riusciva più ad arrivare la portavo io in macchina.

Non ha mai perso la sua dignità e mi ha amato fino all'ultimo giorno.

Mi ha lasciato tanto, mi ha fatto crescere, diventare coraggiosa e scoprire il bello del mondo...

Così questa Freccia mi è rimasta nel cuore per sempre .

Credo che i cani siano diventati nostri amici per insegnarci l'amore e le cose importanti della vita, le più semplici ,quelle che nessuno si ferma a guardare.







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